Visualizzazione post con etichetta Arte Povera. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Arte Povera. Mostra tutti i post

lunedì 10 novembre 2008

Pino Pascali il " mediterraneo"

Tra natura e semplicità



Cornice di fieno(1967)collezione G.N.A.M. Roma


Pino Pascali è nato a Bari il 19 ottobre del 1935.

Nel 1956 si trasferisce a Roma dove frequenta l'accademia delle Belle Arti. Dopo il diploma inizia a lavorare come aiuto scenografo alla RAI, realizzando anche caroselli, spot pubblicitari e sigle televisive collaborando con la Lodofilm.
Nel 1965 realizza la sua prima mostra presso una famosa galleria d'arte di Roma "La Tartaruga", egli viene notato da illustri critici e galleristi che subito rimangono influenzati dalle doti dell'artista.



Missile colomba della pace(1965)collezione privata,Roma


Nel 1968 le sue opere vengono messe in mostra alla Biennale di Venezia
, nello stesso anno, mentre Pascali è all'apice della sua carriera muore improvvisamente in un incidente stradale con la sua motocicletta.
Fu un artista molto eclettico, considerato l'essenza dell'arte povera, fu anche scultore, performer e scenografo.


Pubblicità Cirio(1964)tecnica mista su cartoncino


Le sue opere uniscono l'influsso della cultura mediterranea
(gli animali,il mare, la terra e i campi)con la dimensone ludica dell'arte: molte opere sono dedicate alle armi, giocattoli realizzati con materiali di recupero (metalli,paglia, corde) e numerose opere rappresentano le icone e i feticci della cultura di massa.


sabato 8 novembre 2008

Michelangelo Pistoletto e gli "stracci"

In sospeso tra passato e presente...



La Venere degli stracci(1967)


Michelangelo Pistoletto nasce a Biella nel 1933
, si tratta di un artista, pittore e scultore protagonista della corrente artistica dell'arte povera.
Il suo ruolo nel panorama europeo è da considerarsi molto influente, ha facilitato la mostra delle Armi di Pino Pascali nel gennaio del 1966 a Torino favorendo l'esposizione dell'arte italiana a livello internazionale, questo dato anche dalla fonazione del Deposito D'arte Presente sempre nello stesso anno, rendendo possibile un dialogo tra le diverse gallerie, avviando la circolazione della Pop Art in Italia e favorendo la conoscenza dell'arte povera anche in Francia, in Germania e negli Stati Uniti.
L'artista inizia ad operare nel 1947 come apprendista nella bottega del padre restauratore di quadri, con il quale collabora fino al 1958.
Nello stesso tempo egli frequenta la scuola di grafica pubblicitaria diretta da Armando Testa, alimentando sempre più la sua creatività, sino a raggiungere il suo apice con le sue tele preparate co imprimitura metallica e superfici di acciaio lucidato a specchio.


Le quattro stagioni(1983-85)


Nel 1959 partecipa alla biennale di San Marino
e l'anno successivo espone le sue opere in una personale esposizione alla Galleria Galatea di Torino.
Pistoletto rimane ancora oggi l'emblema più operativo e importante dell'arte povera, che offre una riflessione sulla'arte contemporanea, sempre più contaminata dall'aspetto meramente commerciale, sul quale l'arte viene sottoposta a sempre più numerose critiche, contrapposta al suo intento semantico originale di puro estetismo e realismo concettuale.
Oggi grazie alle opere di questo artista, l'arte contemporanea gode di questa contaminazione nella società attuale,la quale trova il suo riscatto o la sua resa nel riproporre i canoni classici in chiave postmodernista, quasi a rimpiangere con quel gusto un pò nostalgico e anche un pò critico l'arte classica, della quale l'arte contemporanea è la figlia illegittima.


giovedì 6 novembre 2008

Mario Merz e gli "igloo"

L'Artista dell' Essenziale...



Città Irreale(1989)Guggenheim Museum, New York City

Nato e cresciuto a Torino frequentò la facoltà di medicina all'Università degli Studi di Torino.
Durante la seconda guerra mondiale entrò a far parte del movimento antifascista "Giustizia e Libertà" e nel 1945 fu arrestato durante un volantinaggio.
Dopo essere stato liberato si dedicò alla pittura su olio su tela, con un tratto astratto-espressionista che poi divenne informale.
A metà anni sessanta abbandonò definitivamente la pittura sperimentando nuove forme d'espressione utilizzando i più svariati materiali di composizione, di questi materiali i più significativi risultano senz'altro i "tubi al neon" con i quali perforava le superfici delle tele simboleggiando l'infusione d'energia che invade l'opera d'arte, oppure il ferro, la cera, la pietra, il legno, i quali assemblava al fine di creare le cosi dette "pitture volumetriche" ovvero assemblaggi di vari materiali che consentivano di apporre una consistenza materica all'opera d'arte, per mutarne così definitivamente i legami col passato tradizionale.


Igloo(1985)Guggenheim Museum, New York City

Il sessantotto con il suo rinnovamento politico influenzò molto la forma espressiva dell'artista, il quale utilizzava i neon come quell'accesa protesta e forza illuminante propri di quel periodo, dei quali diventarono ben presto gli slogan.
Dal 1968 iniziò a realizzare strutture archetipe dell'arte povera come gli "igloo", realizzati con i materiali più diversi che divennero caratteristici della sua produzione, colonne portanti del superamento bidimensionale, della riscoperta dell'energia insita nella materia e della crescita organica.
Nel 1971 molte delle opere dell'artista furono esposte al Guggenheim Museum di New York, lasciando così un'impronta significativa anche all'estero.


mercoledì 5 novembre 2008

ARTE POVERA



Il movimento nasce nell'ambito dell'arte concettuale che polemizzava l'arte tradizionale, della quale rifiuta tecniche e supporti per fare ricorso a materiali "poveri"come terra, legno, ferro, stracci, plastica, scarti industriali, con l'intento di evocare le strutture originarie del linguaggio della società contemporanea dopo averne corroso abitudini e conformismi semantici.
Una forma espressiva tipica di questo movimento artistico è "l'installazione" che mette in relazione l'opera con l'ambiente.



Molti critici, tra cui Germano Celant figlio della tradizione del teatro in movimento di Grotowski, definisce l'arte povera con queste parole: "nel ridurre ai minimi termini, nell'impoverire i segni, per ridurli ai loro archetipi".

Molti sono gli artisti che aderiscono a questo innovativo movimento, figlio di una società tecnologicamente avanzata che porta al limite, fino alla rottura i significati puri dell'arte, in modo da stimolarla a ribellarsi ad una società schiava del consumismo fino a ritornare alle origini e ad una profonda interrogazione con il sé.

Tra i vari artisti ricordiamo i più emblematici: Mario Merz, Michelangelo Pistoletto e Pino Pascali.